Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne
Franco Narducci
La violenza sulle donne si manifesta in tante forme e si può affermare che nessuno ne è al riparo. All’incirca la metà di tutte le manifestazioni di violenza catalogabili come reato avviene in casa, tra coppie sposate o conviventi e in famiglia. Anche gli uomini, in percentuale largamente inferiore rispetto alle donne, possono subire violenze domestiche.
La Svizzera e la violenza sulle donne
È vero, negli ultimi anni siamo stati scossi dalla spirale di femminicidi e violenze sulle donne in Italia, un fenomeno esecrabile e indegno per un Paese che si ritiene civile. Anche in Svizzera le violenze sulla donna sono in aumento, documentate da diverse statistiche, studi demoscopici e dati di consultori sulla violenza domestica. Nel 2023 la polizia ha registrato 19’918 reati commessi in Svizzera in ambito domestico e negli ultimi anni essi rappresentano circa il 40% dell’insieme dei reati riconducibili ad una violenza registrati dalla polizia. La maggior parte dei reati è stata registrata tra partner (52.5%) o tra ex partner (28.1%).
Nonostante la violenza domestica colpisca anche gli uomini, le persone danneggiate sono prevalentemente di sesso femminile (2023: 70.1%). La differenza è significativa soprattutto per quanto riguarda la violenza all’interno della coppia o tra ex partners (partner attuali 74.2%, ex partner 76.3%), mentre la percentuale delle vittime uomini aumenta nell’ambito dei reati tra genitori e figli o tra persone con un altro legame di parentela (rispettivamente 43.2% e 42.4%).
La risposta delle Istituzioni, come sottolinea l’Ufficio federale di statistica, è l’importante aumento delle consulenze annuali registrate nell’ambito degli aiuti alle vittime. Se nel 2000 le consulenze registrate si elevavano a 15’521, tale cifra è progredita negli anni fino a raggiungere quota 49’055 consulenze nel 2023.
Da uno studio commissionato dall’Ufficio federale per l’uguaglianza fra donna e uomo e dalla Conferenza svizzera contro la violenza domestica, emerge inoltre che ogni anno sono circa 27'000 i bambini esposti alla violenza esercitata all’interno della coppia genitoriale, una condizione che produce importanti conseguenze a livello di salute fisica e psichica di questi bambini.
La Convenzione di Istanbul
La Svizzera ha aderito (in vigore dal 1° aprile 2018) alla Convenzione di Istanbul, il trattato internazionale del Consiglio d’Europa che tutela le donne e le ragazze da varie forme di violenza, e ha affidato all’Ufficio federale per l’uguaglianza fra donna e uomo (UFU) il coordinamento per l’applicazione di tale accordo. Con il piano d’azione nazionale della Svizzera per l’attuazione della Convenzione di Istanbul, nel 2022 la Confederazione, i Cantoni e i Comuni hanno definito misure concrete in tale ambito.
“Ci impegniamo per una società in cui la violenza e la discriminazione non abbiano posto. Lavorando fianco a fianco - Confederazione, cantoni, città, comuni e società civile - raggiungeremo questo obiettivo” ha sottolineato Elisabeth Baume-Schneider Consigliera federale in occasione dell’odierna pubblicazione del “Rapporto intermedio sul Piano d’azione nazionale della Svizzera per l’attuazione della Convenzione di Istanbul 2022-2026”, un documento che illustra lo stato di avanzamento e i progressi compiuti nell’attuazione delle 44 misure nelle tre aree prioritarie del PAN IC (Capitolo 4), dove si sta verificando un ulteriore sviluppo dinamico e quali priorità saranno stabilite per il periodo rimanente fino al 2026 (Capitolo 5). Sicuramente un importante appello, anche per il richiamo alla corresponsabilità della scoietà civile.
Ottima iniziativa. Bisogna essere tutti uniti nel combattere la violenza e insistere sui giovani. Saluti Andrea N
RispondiEliminaUn tema importante e purtroppo sempre attuale. Sensibilizzare e agire sono due facce della stessa medaglia: grazie per aver dato voce a questa causa. Ogni iniziativa come questa aiuta a costruire una società più consapevole e giusta. Continuiamo a lottare insieme!
RispondiEliminaGrazie per il prezioso contributo! La violenza agita sulle donne e contro le donne, fisica, verbale e psicologica, lo stupro, le diverse forme di prevaricazione fino a giungere ai femminicidi, non cesseranno se non saremo capaci di realizzare un cambiamento culturale, nei giovani come nei vecchi, nella famiglia, nella società, capace di creare la vera uguaglianza dei generi, una reale parità. E questo avverrà se saremo capaci di „disarmare“ e „neutralizzare“ il patriarcato. Marianna
RispondiEliminaÈ un triste e preoccupante fenomeno di alcuni componenti maschili della nostra civiltà che origina dalla decadente situazione culturale della nostra scuola ma soprattutto dall'attuale difficoltà in cui versano le famiglie non solo in termini economoci ma esistenziali.
RispondiElimina26 novembre 2024 alle ore 07:04
RispondiEliminaÈ un triste e preoccupante fenomeno di alcuni componenti maschili della nostra civiltà che origina dalla decadente situazione culturale della nostra scuola ma soprattutto dall'attuale difficoltà in cui versano le famiglie non solo in termini economoci ma esistenziali.
W le donne sempre!
Bella iniziativa. Speriamo sia utile, ma ne dubito. Mancano sempre di più il rispetto reciproco e i valori cristiani che ci aiutano a reagire nel modo giusto.
RispondiEliminaBellissimo articolo. Purtroppo la violenza nella coppia è in aumento. I terribili omicidi di Giulia Tramontano e delle piccola creatura che portava in grembo e di Giulia Cecchettin da parte di chi avrebbe dovuto amarle lasciano sgomenti. Speriamo possano almeno a scuotere le coscienze. Di sicuro il depauperamento delle relazioni familiari e umane in generale non aiutano. Speriamo che un lavoro di sensibilizzazione da parte delle istituzioni e delle associazioni possa essere effettivamente svolto e che possa portare il risultato di formare uomini e donne capaci di relazionarsi in modo sano
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