Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne

 

Franco Narducci

 

Impossibile dare una dimensione numerica alle tantissime dichiarazioni che oggi si sono rincorse, in tutto il mondo e in tutte le lingue, per condannare la violenza sulle donne. La Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne ha mobilitato le Istituzioni e i Governi, le ONG e le associazioni che lottano giorno per giorno contro la violenza vergognosa di cui sono vittima le donne. 

Vogliamo riportarne alcune di dette dichiarazioni, con la speranza che aprano una prospettiva per la libertà delle donne e un’educazione nuova in seno alle famiglie, alla società e alla scuola. “Nessuna scusa, azioni concrete. È un comportamento che non trova giustificazioni, radicato in disuguaglianze, stereotipi di genere e culture che tollerano o minimizzano gli abusi, che si verificano spesso anche in ambito familiare” ha ammonito il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.  “Oggi e sempre accanto a donne come Giulia Cecchettin” ha detto Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, ricordando il delitto che ha scosso e continua a scuotere l’Italia dopo il messaggio sconsiderato del Ministro per l’Istruzione e il merito, Giuseppe Valditara,  che intervenendo in video messaggio durante la presentazione della Fondazione Giulia Cecchettin alla Camera dei deputati, ha negato l’esistenza del patriarcato (il padre di Giulia sta lottando invece contro questa aberrazione sostenendo che l'incremento di fenomeni di violenza sessuale è legato anche a forme di marginalità e di devianza in qualche modo discendenti da un’immigrazione illegale. Ma Giulia, a scanso delle dichiarazioni del Ministro, è stata uccisa da un italiano!
“Tutti siamo chiamati a dire no ad ogni violenza contro le donne e le bambine”, questo l’appello lanciato da Papa Francesco per sollecitare la società e le Istituzioni a fare di più.

La violenza sulle donne si manifesta in tante forme e si può affermare che nessuno ne è al riparo. All’incirca la metà di tutte le manifestazioni di violenza catalogabili come reato avviene in casa, tra coppie sposate o conviventi e in famiglia. Anche gli uomini, in percentuale largamente inferiore rispetto alle donne, possono subire violenze domestiche.

 

E poi vi sono forme di violenza contro le donne come le molestie sessuali, stalking, minace ripetute in ogni modo, non facilmente quantificabili perché spesso non denunciate agli organi di polizia. A tali atti di  violenza si aggiungono i fenomeni nuovi diventati tristemente noti con la diffusione sui social: pubblicazioni (o minacce di pubblicazione) di videoregistrazioni intime riguardanti le vittime inconsapevoli. 
Una tipologia di violenza che in qualche caso porta al suicidio, in particolare di soggetti molto giovani e indifesi. Certo, è difficile non cadere nelle trappole del web ma ai media compete una grande responsabilità sul modo in cui comunicano i fatti di violenza contro le donne: l’informazione fatta con attenzione, è già un’ottima forma di prevenzione.  

 

La Svizzera e la violenza sulle donne

È vero, negli ultimi anni siamo stati scossi dalla spirale di femminicidi e violenze sulle donne in Italia, un fenomeno esecrabile e indegno per un Paese che si ritiene civile. Anche in Svizzera le violenze sulla donna sono in aumento, documentate da diverse statistiche, studi demoscopici e dati di consultori sulla violenza domestica. Nel 2023 la polizia ha registrato 19’918 reati commessi in Svizzera in ambito domestico e negli ultimi anni essi rappresentano circa il 40% dell’insieme dei reati riconducibili ad una violenza registrati dalla polizia. La maggior parte dei reati è stata registrata tra partner (52.5%) o tra ex partner (28.1%).

Nonostante la violenza domestica colpisca anche gli uomini, le persone danneggiate sono prevalentemente di sesso femminile (2023: 70.1%). La differenza è significativa soprattutto per quanto riguarda la violenza all’interno della coppia o tra ex partners (partner attuali 74.2%, ex partner 76.3%), mentre la percentuale delle vittime uomini aumenta nell’ambito dei reati tra genitori e figli o tra persone con un altro legame di parentela (rispettivamente 43.2% e 42.4%).

La risposta delle Istituzioni, come sottolinea l’Ufficio federale di statistica, è l’importante aumento delle consulenze annuali registrate nell’ambito degli aiuti alle vittime. Se nel 2000 le consulenze registrate si elevavano a 15’521, tale cifra è progredita negli anni fino a raggiungere quota 49’055 consulenze nel 2023.

Da uno studio commissionato dall’Ufficio federale per l’uguaglianza fra donna e uomo e dalla Conferenza svizzera contro la violenza domestica, emerge inoltre che ogni anno sono circa 27'000 i bambini esposti alla violenza esercitata all’interno della coppia genitoriale, una condizione che produce importanti conseguenze a livello di salute fisica e psichica di questi bambini. 

 

La Convenzione di Istanbul

La Svizzera ha aderito (in vigore dal 1° aprile 2018) alla Convenzione di Istanbul, il trattato internazionale del Consiglio d’Europa che tutela le donne e le ragazze da varie forme di violenza, e ha affidato all’Ufficio federale per l’uguaglianza fra donna e uomo (UFU) il coordinamento per l’applicazione di tale accordo. Con il piano d’azione nazionale della Svizzera per l’attuazione della Convenzione di Istanbul, nel 2022 la Confederazione, i Cantoni e i Comuni hanno definito misure concrete in tale ambito.

“Ci impegniamo per una società in cui la violenza e la discriminazione non abbiano posto. Lavorando fianco a fianco - Confederazione, cantoni, città, comuni e società civile - raggiungeremo questo obiettivo” ha sottolineato Elisabeth Baume-Schneider Consigliera federale in occasione dell’odierna pubblicazione del “Rapporto intermedio sul Piano d’azione nazionale della Svizzera per l’attuazione della Convenzione di Istanbul 2022-2026”, un documento che illustra lo stato di avanzamento e i progressi compiuti nell’attuazione delle 44 misure nelle tre aree prioritarie del PAN IC (Capitolo 4), dove si sta verificando un ulteriore sviluppo dinamico e quali priorità saranno stabilite per il periodo rimanente fino al 2026 (Capitolo 5). Sicuramente un importante appello, anche per il richiamo alla corresponsabilità della scoietà civile.

Commenti

  1. Ottima iniziativa. Bisogna essere tutti uniti nel combattere la violenza e insistere sui giovani. Saluti Andrea N

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  2. Un tema importante e purtroppo sempre attuale. Sensibilizzare e agire sono due facce della stessa medaglia: grazie per aver dato voce a questa causa. Ogni iniziativa come questa aiuta a costruire una società più consapevole e giusta. Continuiamo a lottare insieme!

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  3. Grazie per il prezioso contributo! La violenza agita sulle donne e contro le donne, fisica, verbale e psicologica, lo stupro, le diverse forme di prevaricazione fino a giungere ai femminicidi, non cesseranno se non saremo capaci di realizzare un cambiamento culturale, nei giovani come nei vecchi, nella famiglia, nella società, capace di creare la vera uguaglianza dei generi, una reale parità. E questo avverrà se saremo capaci di „disarmare“ e „neutralizzare“ il patriarcato. Marianna

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  4. È un triste e preoccupante fenomeno di alcuni componenti maschili della nostra civiltà che origina dalla decadente situazione culturale della nostra scuola ma soprattutto dall'attuale difficoltà in cui versano le famiglie non solo in termini economoci ma esistenziali.

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  5. 26 novembre 2024 alle ore 07:04

    È un triste e preoccupante fenomeno di alcuni componenti maschili della nostra civiltà che origina dalla decadente situazione culturale della nostra scuola ma soprattutto dall'attuale difficoltà in cui versano le famiglie non solo in termini economoci ma esistenziali.
    W le donne sempre!

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  6. Bella iniziativa. Speriamo sia utile, ma ne dubito. Mancano sempre di più il rispetto reciproco e i valori cristiani che ci aiutano a reagire nel modo giusto.

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  7. Bellissimo articolo. Purtroppo la violenza nella coppia è in aumento. I terribili omicidi di Giulia Tramontano e delle piccola creatura che portava in grembo e di Giulia Cecchettin da parte di chi avrebbe dovuto amarle lasciano sgomenti. Speriamo possano almeno a scuotere le coscienze. Di sicuro il depauperamento delle relazioni familiari e umane in generale non aiutano. Speriamo che un lavoro di sensibilizzazione da parte delle istituzioni e delle associazioni possa essere effettivamente svolto e che possa portare il risultato di formare uomini e donne capaci di relazionarsi in modo sano

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